Neuromarketing: come la neuroscienza migliora l’advertising

Neuromarketing

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La scienza e il marketing possono lavorare insieme alla creazione campagne più efficaci?  La risposta è sì, con il Neuromarketing. Supponiamo che i marketer uniscano le neuroscienze e gli studi sul cervello con le strategie di marketing. Quando succede, il risultato è unico – campagne più accurate e precise che si concentrano al meglio sul target.

Inoltre, questo tipo di marketing è data-driven, e sai quanto amiamo questo approccio.

Ultimo ma non meno importante, il Neuromarketing può diventare ancora più potente se abbinato all’intelligenza artificiale, e presto capiremo perché.

Cos’è il neuromarketing?

Come dicevamo, il Neuromarketing sfrutta gli studi sul cervello e le neuroscienze per capire e migliorare il marketing. Come può farlo?

In breve, analizzando la risposta del cervello agli stimoli del marketing. La definizione di Neuromarketing di NSBA è la seguente:

“Il neuromarketing usa le neuroscienze per rivelare i processi decisionali subconsci dei consumatori. I neuromarketer studiano le risposte cerebrali e biometriche, così come il comportamento, per capire e influenzare il modo in cui i consumatori si sentono, pensano e agiscono”.

Ma perché il neuromarketing è così popolare? Intanto diciamo che il professore della Harvard Business School Gerald Zaltman afferma che il 95% di tutta la cognizione avviene nel subconscio

Le emozioni e i pensieri non sono solo qualcosa di bello ma inutile. Sono, infatti, uno dei principali motori del marketing, perché gli esseri umani sono molto meno razionali di quello che vorremmo credere.

Inoltre, secondo uno studio di Google e CEB, “i brand B2B ottengono il doppio dell’impatto con gli acquirenti quando usano il marketing emozionale, rispetto al marketing basato sul valore commerciale”. 

Questo significa che sapere come funziona il cervello, come si sviluppano le emozioni e i loro effetti sui clienti è una delle cose più importanti da imparare. Può aiutarti a migliorare quasi tutto, dal profumo che la gente sente quando entra nel tuo negozio al modo in cui crei il sito web aziendale. 

Perché il neuromarketing è utile per le strategie di marketing

È interessante sapere che il Neuromarketing usa il “cervello” per migliorare le strategie di marketing, ma come funziona esattamente e quali sono le sue applicazioni pratiche?

Per semplificare, potremmo dire che i marketer possono applicare il Neuromarketing a quasi ogni aspetto delle loro campagne.

Oltre al resto, aiuta a capire le motivazioni e le emozioni delle persone, dice quali elementi di una campagna funzionano meglio. Le applicazioni sono varie – online, offline, nel processo di strategia, durante il targeting e altro ancora. Il neuromarketing non è solo estremamente utile ma anche pervasivo!

Nei prossimi paragrafi, vedremo come i marketer possono utilizzare questa tecnica per migliorare le loro campagne pubblicitarie, online e offline.

Packaging e neuromarketing: questione di occhio

Il packaging non è qualcosa di cui parliamo molto spesso, perché di solito ci concentriamo su elementi digitali.

Tuttavia, è un buon inizio per parlare di Neuromarketing perché aiuta a capire in modo semplice quanto sia immediato ed essenziale in ogni aspetto della comunicazione.

Quando si va a fare la spesa, lo scenario è tipicamente duplice: o si sceglie la propria marca preferita o si prende qualsiasi prodotto che non costi troppo. A volte, si cambia dal solito brand per provare qualcosa di nuovo.

Ma come facciamo a scegliere il nostro preferito con così tanta fiducia? Lo conosciamo e, soprattutto, lo riconosciamo a prima vista. Grazie a elementi come la forma, i colori e i materiali, i brand possono suggerire diverse emozioni ai loro consumatori, dall’elegante al giocoso, dallo sfacciato al pop.

Il neuromarketing delle emozioni

Quanto influiscono le emozioni sulle nostre decisioni e comportamenti d’acquisto?

Risposta breve: molto più di quanto si possa immaginare.

È il motivo per cui il Neuromarketing può migliorare la percezione del tuo brand, per esempio lavorando sulla customer experience.

Può aiutare a migliorare le emozioni e le sensazioni che vorresti far provare ai tuoi clienti con l’aiuto di musica, odori e immagini che appartengono a un immaginario specifico.

Supponiamo che tu riesca a far sentire il tuo target nel miglior modo possibile, secondo i valori del tuo brand. Così facendo, a beneficiarne saranno le vendite, la reputazione, la fedeltà e anche l’identità del brand.

Risposte nascoste (hidden responses)

Sai cosa pensano e desiderano i tuoi clienti? Se ne sei assolutamente certo, forse è il momento di riconsiderare il tuo punto di vista.

Perché? Perché alla gente piace tenere per sé una parte dei propri pensieri. Grazie al Neuromarketing, puoi aggirare questo elemento e contare su una risposta più precisa e sincera che ti dirà molto di più sul tuo brand e sui tuoi clienti. È scienza!

Eye-tracking sui siti web

Andiamo al sodo. Il tuo sito web è uno dei modi principali con cui i tuoi clienti rimangono in contatto con te. Questo significa che è un’eccellente opportunità per utilizzare il Neuromarketing al meglio.

Per esempio, se inizi a usare le tecnologie di eye-tracking, sarà più facile capire dove la gente guarda più spesso. Di conseguenza, sarai in grado di mettere proprio lì le informazioni più rilevanti!

Potrebbe anche darti dei suggerimenti per migliorare altri elementi del tuo sito web, come nel caso dei prodotti per bambini.

eye tracking prodotti per bambini

L’importanza del neuromarketing nelle immagini e nelle fotografie

Immagina di imbatterti nella pubblicità di un succulento hamburger, magari proprio prima di pranzo. Fa venire l’acquolina in bocca, vero? Niente potrebbe renderlo più desiderabile.

Tuttavia, sapevi che potresti trovarlo più o meno gustoso a seconda della direzione dell’immagine?

L’orientamento di una foto può diventare più o meno interessante per noi, perché stimola la nostra mente – e, di conseguenza, le intenzioni di acquisto – in modo diverso. 

hamburger

Neuromarketing e Intelligenza Artificiale

Ormai hai capito – il neuromarketing è bello e utile, e i brand che lo implementano possono ottenere un sacco di benefici.

Ma qui stiamo parlando di intelligenza artificiale, giusto? Quindi, come possono essere uniti i due metodi?

Scopriamolo.

Come usare AI e neuromarketing (e cosa aspettarsi dalla combinazione)

Sappiamo che le emozioni sono un meccanismo potentissimo del nostro processo decisionale. Se possiamo analizzarle, possiamo anche creare annunci più efficienti. Qual è un altro modo per sviluppare annunci efficienti? L’AI.

Combina le due cose e otterrai uno strumento così potente da far girare la testa.

Non è un segreto, perché si prevede che il mercato dell’AI emozionale crescerà da 6,72 miliardi di dollari nel 2016 a 36,07 miliardi di dollari nel 2021, secondo MarketsandMarkets.

Le regole per l’uso perfetto del Neuromarketing sono l’empatia, la comprensione e l’ascolto. I marketer devono vedere i loro clienti come persone, ora più che mai. Il Neuromarketing e l’AI possono aiutarti ad aumentare il CTR e le entrate, ma non dimenticare il lato umano.

Ma come può l’AI diventare un potente supporto per il marketing nella pratica?

Vediamo alcuni esempi.

Neuromarketing, Intelligenza Artificiale e riconoscimento facciale

Ti ricordi il film della Pixar, Inside Out?

Possiamo ridurre tutte le nostre emozioni in sei categorie: felicità, sorpresa, rabbia, paura, disgusto, tristezza. Il riconoscimento delle emozioni è possibile grazie al machine learning. Può aiutare a scoprire cosa pensano le persone di diversi prodotti e servizi, come ad esempio il tuo prossimo spot televisivo.

Neuromarketing, Intelligenza Artificiale e personalizzazione

La personalizzazione è uno dei fattori cruciali per i marketer. Lo abbiamo già detto più di una volta. Il neuromarketing può aiutare a renderla ancora più precisa e orientata agli obiettivi.

Analizzare tutti i dati che l’AI può raccogliere da una prospettiva di neuromarketing permette di capire ancora meglio le motivazioni, le idee e i desideri delle persone.

Questo processo può portare a una segmentazione più precisa e a una migliore conoscenza del target.

Analisi dei gruppi d’acquisto con l’Intelligenza Artificiale 

Come facevano i marketer del passato a sapere come era andata una campagna?

Con un test: un focus group, o una ricerca con un gruppo chiuso di persone. Ciò significa che non potevano mai aggiornare i dati raccolti.

Con l’AI, è tutto diverso: grazie alla tecnologia, i marketer possono aggiornare in qualsiasi momento tutti i focus group, i dati e le fonti.

Conclusioni

Il neuromarketing è la scienza del cervello applicata alle strategie di marketing. Aiuta i brand a prendere decisioni e a gestire meglio le campagne, risparmiando tempo e denaro.

L’intelligenza artificiale può potenziarlo e renderlo più efficiente, grazie ai dati che può analizzare.

Utilizzi già l’AI o il neuromarketing, o magari entrambi? Raccontacelo su Instagram!

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