Intelligenza artificiale e creatività: l’AI genera o ricicla?

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L’intelligenza artificiale e la creatività sono mondi inconciliabili? Oppure le macchine possono dare vita a contenuti artistici?

Alcuni professionisti trovano delle difficoltà ad avvicinarsi all’intelligenza artificiale.Molti imprenditori sono scettici, altri vedono delle opportunità per migliorare, in una dicotomia tra due tipologie di persone.

La tecnologia è uno strumento, e come verrà usata nel futuro dipenderà da noi. Lo stesso vale per il mercato del lavoro: la tecnologia non ruberà il lavoro, ma ci permette di evolverci e sviluppare le nostre competenze mentre la vediamo crescere e raggiungere nuove capacità.

Quindi, qual è il valore umano? I nostri ragionamenti, anche inconsci. L’intuito, se siamo esperti in qualcosa, genericamente ha ragione. Quindi, la nostra esperienza in un dato ambito sviluppa ragionamenti che “a pelle” ci fanno “sentire” se qualcosa è giusta o sbagliata, se qualcuno ci piace o no, che ci fa avere idee e intuizioni. 

Può l’intelligenza artificiale battere l’intuito umano?

Dipende, in realtà si può avvicinare.

Quello che produce l’AI generativa fa parte della creatività o è solo un riciclo di dati e informazioni?

La creatività è la capacità di creare con intelletto e fantasia, quindi serve l’immaginazione: l’elaborazione di un’esperienza sensoriale. 

Le macchine possono avere fantasia, e da lì generare contenuti?

Nella creazione, come umani pensiamo molto al futuro. Anche se elaboriamo dai dati della memoria, ciò che generiamo è sempre influenzato dalle nostre aspirazioni e dai nostri desideri.

Il futuro è influenzato dalla nostra volontà, che è ciò che manca alla macchina. La tecnologia non ha la componente del futuro, anche se possono creare predizioni.

L’AI è una cartomante: dice ciò che legge, non ciò che vuole perché non ha una volontà. La sua predizione creativa difetterà sempre di questa mancanza. 

L’intelligenza artificiale ci mostra il nostro lato umano. Come umani, abbiamo l’abilità di volere. L’AI non vuole niente.

Adesso l’intelligenza artificiale sta producendo creatività, dai testi alla musica. Si verranno a creare moltissimi altri dati, laddove oggi ce ne sono già tanti. Al di là del problema di storage, si apre un altro quesito: chi si occuperà di elaborare questi nuovi dati?

Probabilmente sempre l’AI.

Ci sarà quindi uno scollamento dell’essere umano dalla produzione e del controllo dei dati. 

L’intelligenza artificiale potrebbe creare interi film, rendendola utile per generare contenuti facilmente.

Aiuterà molto il mondo dei creativi, togliendo loro un po’ di creatività, fino a rischiare di non sapere se un libro o un quadro sarà creato da un pittore o da una macchina.

In fondo, però, a noi spettatori importa davvero?

Nell’arte, l’umanità la mette chi guarda.

Il nostro ospite: Luca Sambucci

Luca Sambucci è Head of Artificial Intelligence presso SNGLR Group

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