Un futuro AI friendly: l’artificiale riorganizza il reale

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Da un lato, il mondo ha la capacità di adattarsi alle nuove tecnologie; dall’altro, come esseri umani, adattiamo l’ambiente alle nostre esigenze. Quando si parla di tecnologia, invece, l’ambiente diventa il campo di un compromesso tra uomo e macchina, che si adeguano l’uno all’altro: ed è questa la vera intelligenza artificiale, che crea un mondo e un futuro AI friendly.

Questo però non significa che le macchine abbiano una coscienza attiva: i prodotti della robotica, più o meno avanzati che siano, sono intelligenti quanto l’addestramento che ricevono.

L’intelligenza umana è molto abile a risolvere un problema con successo a intelligenza zero. 

Le macchine non pensano e non sanno pensare. Non hanno coscienza, eseguono dei compiti simulando comportamenti e decisioni che non gli appartengono.

La robotica e il mondo della tecnologia potranno forse farlo in un futuro AI-friendly, e questo sarà possibile proprio grazie a un contesto di adattamento molto favorevole. Un contesto però creato dall’uomo e adattato all’esigenza della macchina.

Sta a noi capire come sfruttare la tecnologia per renderle le aziende e gli ecosistemi AI friendly un futuro reale e tangibile.

Questo significa immaginare, e pensare fuori dagli schemi. Possiamo pensare a cosa vorremmo e potremmo fare senza limiti, così da fare un vero e proprio salto di qualità. Infatti, la vera rivoluzione non è limitarsi a limare e automatizzare con l’intelligenza artificiale i processi già esistenti, ma creare qualcosa di nuovo, mai immaginato prima.

Dalle interazioni con la tecnologia possiamo raccogliere tantissimi dati, che l’intelligenza umana potrà analizzare in ottica strategica per avere dei vantaggi sul lungo periodo.

Inoltre, la tecnologia permette di lanciare dei test prima di implementare dei progetti, magari anche molto costosi, per simulare le situazioni più diverse.

Perché un mondo basato sull’AI sia possibile, dobbiamo pensare in modo innovativo e a lungo termine.

Il nostro ospite: Luciano Floridi

Luciano Floridi è Professor of Philosophy and Ethics of Information dell’University of Oxford. 

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