AI: dalle nostre case all’uso in azienda

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Come cambia l’uso dell’AI in azienda rispetto alla vita di tutti i giorni? Le persone realizzano il fatto di usare l’intelligenza artificiale nella vita quotidiana? Forse solo a fronte di una domanda esplicita, e si accorgono meno dei contesti in cui è più presente. Al momento, le persone non hanno piena consapevolezza dell’uso dell’AI, e algoritmi e persone si influenzano a vicenda.

Gli algoritmi automatici sono inevitabili. Quando cerchiamo qualcosa online, ad esempio le notizie, è impossibile leggere tutte le notizie, e a volte è anche complesso capire quali sono le news effettivamente reali.

Chi sceglie come disporre le notizie? Un algoritmo, che ci fa arrivare certe notizie piuttosto che altre e, nel medio termine, può condizionarci.

Le grandi aziende fanno da intermediari, ma sono guidate dal profitto e dal nostro tempo di attenzione.

L’intelligenza artificiale è addestrata. Ha dei feedback e imparano ad agire in un certo modo, non imparano davvero. Diamo dei micro-segnali di quando agisce bene, come quando rimaniamo su una notizia per più tempo o commentiamo.

Il problema però è che le notizie più controverse e polarizzate salgono di ranking e vengono maggiormente condivise.

Deleghiamo certe scelte all’intelligenza artificiale, e i sistemi di raccomandazione ci indirizzano verso una certa bolla.

Oltre alle filare bubbles, ci sono anche le eco chambers, che danno una visione in cui un argomento specifico sembra diventare il centro del mondo. Non dobbiamo perdere la consapevolezza del fatto che certe tematiche siano una nicchia.

Nelle aziende, succede l’opposto. Si parla tantissimo e da anni di AI in azienda, ma solo per i brand nati con l’intelligenza artificiale come core business. Le aziende analogiche, al contrario, agiscono molto poco. I settori sono pochi e controllati, e spesso il freno è la cultura e l’organizzazione. Si parla di responsabilità, governance e monitoraggio, con qualche timore sull’autonomia del sistema decisionale degli algoritmi, che agiscono per conto loro.

Non è complesso, in realtà, ma la statistica dietro l’AI va studiata.

Bisogna accettare le paure e poi comprendere che un margine di errore sarà sempre presente. Si parte quindi dalle resistenze, e dalla gestione del limite dell’errore, mostrano i benefici man mano. Inoltre, aumentando la soglia di tolleranza nel tempo, si aumenta l’apprendimento della macchina e la percentuale di successo. Un altro elemento cruciale è la competenza da parte di tutte le persone dell’azienda, anche tecnica, utilissima per migliorare le strategie e le tattiche aziendali.

La nostra ospite: Marina Geymonat

Marina Geymonat è Innovation Senior Manager e Responsabile dell’Innovation Lab di Sisal.

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I nostri LiveTalk sono un incontro settimanale in cui parliamo con un/a professionista di come sia possibile osare per innovare nei diversi ambiti del business, e di come l’Intelligenza Artificiale può aiutare i processi.

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