Marketing inclusivo e intelligenza artificiale

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Se c’è una parola che tutti conoscono oggi è “inclusività”. Perché il marketing inclusivo è così importante? Permette ai marketer – e alle persone – di considerare una maggiore variabilità di fattori quando pensano a nuove campagne o al rebranding.

Soprattutto a giugno, che è il mese del Pride, i brand rischiano di cadere nell’allywashing, cioè nella tentazione di celebrare la comunità LGBTQIA+ con collezioni e gadget a tema senza però essere veramente coinvolti, ad esempio attraverso politiche di assunzione di persone della comunità stessa.

Il marketing inclusivo, però, è qui per restare, e non dovreste perdere l’occasione di migliorare in questa direzione.

Ma come può l’intelligenza artificiale aiutare l’inclusività e il marketing inclusivo? Queste sono le domande a cui risponderemo in questo articolo.

Cos’è il marketing inclusivo e perché è importante?

Come si può immaginare, l’inclusività riguarda anche il marketing, ma di cosa stiamo parlando?

Le definizioni sono abbastanza facili da capire, anche se forse non altrettanto facili da mettere in pratica senza qualche test. Da Text Help:

“Il marketing inclusivo è un marketing che considera la diversità in tutte le sue forme. Ciò include l’età, l’aspetto, l’etnia e l’identità di genere. Così come la lingua, lo status socio-economico, la religione/spiritualità e l’abilità fisica/mentale. Si tratta di riconoscere che il vostro pubblico è composto da diversi gruppi di persone. Si tratta anche di creare campagne di marketing che risuonino con tutte le persone di ogni provenienza e ceto sociale. Il marketing inclusivo riconosce anche che ogni persona ha identità multiple. Riflette le persone reali nel mondo reale.”

Il marketing ha spesso svolto il ruolo di struttura privilegiata. Pensiamo al passato, anche a campagne famose: possiamo subito notare che solo alcuni gruppi erano rappresentati. Erano per lo più caucasici, in forma smagliante, senza alcuna disabilità.

La realtà, tuttavia, è molto più complessa e complicata di così e i brand stanno iniziando a riconoscerlo.

Se volete impegnarvi nel marketing inclusivo, la cosa principale da imparare è che ci sono alcune regole, o principi. Sei principi, per essere esatti, che consistono in:

  1. Saper gestire il tono
  2. Essere intenzionali con il linguaggio
  3. Assicurare la rappresentazione
  4. Considerare il contesto
  5. Evitare l’appropriazione
  6. Contrastare lo stereotipo

Perché le aziende devono preoccuparsi dell’inclusività nel marketing? È semplice: perché le persone se ne preoccupano. Per rimanere rilevante e accettabile per il pubblico, la pubblicità deve essere sensibile al cambiamento della società, dei costumi e delle percezioni.

Stiamo andando verso una società più attenta che vuole far vedere e sentire le persone finora lasciate in disparte per le loro caratteristiche. Se il marketing continua a seguire la strada dei testimonial bianchi, non durerà. Ed è qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale: ci fornisce dati.

Marketing inclusivo e intelligenza artificiale: come utilizzare i dati

Dopo aver appreso che l’inclusività è fondamentale, ci si può chiedere in che modo l’intelligenza artificiale sia d’aiuto. La risposta è che una strategia di marketing inclusiva permette ai brand di vedere meglio la complessità della società. 

Pensaci: se credi che il tuo pubblico sia composto solo da uomini bianchi, over 40, che lavorano nei servizi finanziari, come ti rivolgeresti a loro? E cosa potrebbe cambiare se ti accorgessi che ci sono molti più tipi di persone che seguono il brand?

Grazie ai dati forniti dall’intelligenza artificiale, puoi conoscere meglio il tuo pubblico, compresa la diversità del target. Ora vedremo come utilizzare questi dati per migliorare le campagne di marketing.

Targeting

Il targeting è il modo principale e più comune in cui intelligenza artificiale e inclusività possono lavorare fianco a fianco. Il motivo è che grazie alla velocità e all’accuratezza degli algoritmi di intelligenza artificiale, è possibile raccogliere, analizzare e selezionare una notevole quantità di dati. Inoltre, è possibile filtrarli in base a molti parametri.

Questo ti darà una prospettiva migliore delle persone che ti seguono e potrebbe anche essere un ottimo momento per indagare su chi fa parte del tuo pubblico e perché. Se noti che, ad esempio, il pubblico è molto omogeneo, potresti chiederti se sia il caso di coinvolgere altri segmenti di target o anche, se ci hai già provato, cosa è andato storto. 

Valori

In questo caso, un po’ di NLU è molto utile, insieme a un tocco di social listening. Puoi scavare e scoprire cosa il vostro target ritiene essenziale e vedere se questi valori hanno a che fare con il brand.

Supponiamo, ad esempio, di analizzare i contenuti social per capire cosa muove il tuo pubblico e di scoprire che sono principalmente vegani, attenti all’ambiente e amanti del riciclo.

Se sei un ristorante che vende solo hamburger di carne, potresti avere un problema. Oppure, se i tuoi valori sono gli stessi del target di riferimento, potresti notare che non emerge molto chiaramente dal sito e dai contenuti sui social, e potresti voler rendere il messaggio più immediato.

Insight

Supponiamo che ci sia un nuovo target a cui rivolgerti. Inoltre, hai tonnellate di informazioni su ciò che interessa alle persone. Che cosa fai? Combini le due cose alla ricerca di insight.

Oltre a indirizzare il vostro pubblico, avere nuovi dati ti aiuterà a considerare nuovi punti di vista. Un insight è una verità comunemente conosciuta, a volte inconscia, ma che diventa immediatamente riconoscibile quando qualcuno la sottolinea. Si dà il caso che sia il modo migliore per iniziare una campagna, perché qualsiasi pubblicità deve basarsi su una verità.

Più informazioni si hanno sui clienti, soprattutto da diverse angolazioni e punti di vista, più si sarà in grado di creare una comunicazione che non sia stereotipata e superata. Inoltre, potrete anche adattare il tono della vostra comunicazione in base ai diversi segmenti.

Conclusioni

Scavare nell’inclusività e nel marketing inclusivo è stato un viaggio entusiasmante, vero?

L’inclusività non è solo una questione di marketing, ma anche di umanità, e molti brand possono trarre vantaggio dall’intelligenza artificiale e dalle sue possibilità di scoperta degli insight.

State utilizzando l’intelligenza artificiale per aiutare il vostro business a essere più inclusivo? Pensate che l’inclusività sarà il prossimo cambiamento significativo in questo settore o è solo una parola d’ordine?

Non vediamo l’ora di saperlo e se volete capire meglio l’intelligenza artificiale e il suo potere per i brand e le aziende, potete contattarci qui.

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